venerdì 21 dicembre 2012
20/12/2012
Il 9 di dicembre si è svolta,
nel nostro centro, la “tarde divertida navideña” (cioè di Natale). Da più di un
anno stiamo realizzando una volta al mese, un pomeriggio di preghiera,
riflessione, giochi e dinamiche per i bambini dei nostri quartieri, soprattutto
quelli che ricevono aiuto dal Servizio Sociale. Ogni mese partecipano circa 300
bimbi e ragazzi dai 4 ai 16 anni.
I giovani universitari aiutano
ad organizzare questo pomeriggio che vuole essere un’occasione per formare i
bimbi e per trasmettere loro valori in maniera divertente.
Di solito iniziamo con il
Rosario missionario in chiesa, ogni gruppo di bimbi è diviso per colore, ognuno
ha un colore dei cinque continenti: verde, rosso, bianco, azzurro, giallo. Questa
volta ci sono stati canti di animazione che hanno coinvolto piccoli e adulti,
infatti erano presenti anche molte mamme.
La “tarde divertida” di questo
mese aveva come tema il Natale, quindi dopo il Rosario abbiamo proiettato un
cartone animato relativo alla nascita di Gesù. Alla fine siamo andati tutti
fuori nel patio dell’asilo per fare il gioco della stella per i più grandi. I
ragazzi dovevano rispondere ad una domanda in base al disegno animato che
avevano visto. Se la risposta era sbagliata dovevano fare una piccola
penitenza.
I più piccoli invece si sono
riuniti per dipingere un disegno sulla natività di Cristo.
Contemporaneamente le mamme si
sono dilettate nella “corsa al sacco”, la signora che ha vinto era
contentissima del premio ricevuto.
C’è stato anche il concorso del
presepe che dovevano costruire con materiale che avevano nella casa senza
comprarlo già fatto. Interessante come i bambini hanno usato la loro fantasia.
Il pomeriggio si conclude
sempre con una merenda che non può proprio mancare.
E’ bello vedere come i bambini
e i ragazzi vivono questo pomeriggio in allegria coordinati dagli universitari
che si divertono anche loro.
Il nostro desiderio è che, con
questa attività, si possano educare i bimbi e gli adolescenti nella
spiritualità, nel gioco onesto e creativo, che possano imparare a stare insieme
e collaborare senza giocare disordinatamente e che possano incontrare un clima
di affetto, di gioia e di “famiglia” che spesso non vivono nelle loro case.
Insieme a tutti questi ragazzi
e ai loro genitori vogliamo augurare un FELICE NATALE al mondo intero affinché
l’Emmanuele – il Dio con noi – nasca nei cuori di ogni essere umano donando
gioia e serenità a ciascuno.
domenica 28 ottobre 2012
28 ottobre 2012
MIGUEL
Miguel è un simpatico ragazzino di 12 anni, vivace
come tutti i bambini della sua età, però molto gentile e un poco timido. Come
dice la mamma, rispetto ai suoi quattro fratelli, è sempre stato più taciturno
e riservato.
Lo scorso anno con
grande gioia ha ricevuto la Prima Comunione e quando può, la domenica partecipa
alla Messa.
Nello scorso mese
di maggio la mamma si è accorta che Miguel aveva lividi nel braccio e in altre
parti del corpo, ha subito pensato che qualcuno lo aveva picchiato, forse il
papà che spesso rientra ubriaco, ma Miguel ha detto di no, nessuno lo aveva
percosso.
Miguel non stava
bene, la mamma lo ha portato dal dottore, sono iniziati gli esami e … le corse
all’ospedale. La mamma è venuta da noi piangendo e raccontando quello che le
avevano detto i medici: “Miguel tiene la leucemìa”. (Miguel ha la leucemia). La
dottoressa le ha spiegato, come ha spiegato al ragazzino, mediante un disegno,
che si tratta di cancro nel sangue,
tutto il suo sangue è contaminato. E’ stato un colpo anche per noi. Sono
cominciate subito le cure, Miguel è stato sottoposto ad analisi, poi a
chemioterapia e trasfusioni di sangue. Qui per poter ricevere una trasfusione è
necessario che qualcuno vada a donare il sangue e ciò non è gratis: il donante
deve pure pagare.
Tutto il mese di
maggio e buona parte di giugno, compreso il giorno del suo compleanno, Miguel
lo ha trascorso all’oncologico di Santa Cruz. La mamma è stata sempre al suo
fianco, giorno e notte, dormendo sul pavimento e dandosi da fare per poter
comprare le medicine necessarie ogni giorno. Grazie a Dio nell’ospedale è
presente un gruppo che aiuta anche economicamente le persone con problemi
finanziari. E la famiglia di Miguel è una di queste. I quattro fratelli sono
rimasti a casa con il papà che però, purtroppo, ha il vizio di ubriacarsi con
le conseguenze che si possono immaginare e il più piccolo sentiva molto la
mancanza della mamma.
Adesso Miguel è a
casa, ha ripreso anche ad andare a scuola, i suoi capelli stanno crescendo di
nuovo però la sua vita è appesa ad un filo, è più che mai nelle mani del
Signore e dei medici. Il ragazzino sta lottando tra la vita e la morte, ma non
si lamenta, pensa sempre ai suoi fratelli, ha ripreso l’appetito e il suo
sorriso di sempre è tornato di nuovo sul suo volto.
A noi resta la
preghiera e la vicinanza a questo ragazzino e alla sua famiglia, mettiamo tutto
nelle mani di Dio affinché Miguel, i suoi genitori e i suoi fratelli possano
affrontare questo momento di difficoltà con fede e serenità.
Annalisa
domenica 8 luglio 2012
8 luglio 2012
AMICIZIA
Il
mese di luglio qui in Bolivia si può dire che è caratterizzato dall’amicizia
infatti il 22 di luglio è “El dia de la amistad”, tutti regalano ai propri
amici (o conoscenti) un piccolo/grande biglietto comprato o fatto con le
proprie mani, con un disegno divertente e una bella frase riguardante appunto
l’amicizia e gli amici del cuore si fanno pure un regalo più o meno costoso
secondo le possibilità di ognuno.
Questo
mi fa pensare a due sorelline che stanno frequentando il servizio sociale e che
all’inizio le definivo “piccole pesti”. Dal momento che hanno problemi a scuola
soprattutto Malory, di 8 anni, sta
ripetendo la prima elementare per la terza volta, avevo proposto alla mamma di
mandarle al centro sociale per poter essere aiutate dai giovani universitari
che danno ripetizione ai bambini. Anche Cinthia, più grande di alcuni anni, ha
voti molto bassi e quindi ha bisogno pure lei di essere aiutata a fare i
compiti.
Il
primo giorno non sono venute, il secondo siamo andate a chiamarle a casa visto
che abitano a pochi metri dalla nostra missione, però hanno detto che dovevano
prepararsi e neppure quel giorno sono apparse, il terzo siamo tornate a
ricordare loro di venire, ma niente da fare. Ho parlato di nuovo con la mamma con
la quale ho dovuto insistere e alla fine Cinthia e Malory con il fratellino che
non va ancora all’asilo sono arrivate … in ritardo, però sono arrivate. Ci
siamo subito rese conto che c’era bisogno di tanta pazienza. Le sorelle
litigavano tra di loro e alle volte volava uno schiaffo o un calcio, Malory
trattava male il fratellino e la più grande la brontolava.
Hanno
altri due fratelli e anche loro ogni tanto vengono a ripetizione in quanto
tutti hanno problemi a scuola. Mi viene da dire che non è tutta colpa loro:
stanno semplicemente esprimendo un disagio familiare che si ripercuote oggi
nello studio, domani sicuramente in situazioni molto più gravi. Questi
ragazzini sono ad alto rischio: il maggiore si può dire che vive nella strada,
chissà che amici frequenta. Pure le bambine spesso si incontrano per la via del
quartiere non solo di giorno, ma anche la sera tardi ed è pericoloso.
E
i genitori? Che dire … il papà spesso se ne va per giorni forse a lavorare, la
mamma quasi tutto il giorno gira per la città in cerca di cose da riciclare e
vendere e, purtroppo, spende i soldi
bevendo, di conseguenza non si occupa dei figli come dovrebbe.
Circa
un mese fa hanno acceso una candela alla Madonna lasciandola nella stanza
incustodita e tutto ha preso fuoco. Grazie a Dio i vicini, in una gara di
solidarietà, hanno aiutato con vestiti e viveri, però adesso la famiglia vive da una parente in
attesa di trovare un’altra sistemazione.
Abbiamo
cercato di accogliere Cinthia, Malory e i fratelli sempre con affetto parlando
loro con serenità mentre facevano i compiti facendo capire loro che dovevano
volersi bene e dialogare senza picchiarsi.
Tutti
i bambini che vengono a ripetizione prima di andarsene fanno merenda. Un giorno
le sorelle hanno litigato e un giovane universitario ha detto loro che per
punizione non avrebbero fatto merenda e così è stato: sembra che abbiano
compreso, da quel giorno perlomeno non si picchiano!
La
scorsa settimana, il fratellino minore è arrivato con una parte della gamba
ancora ferita da bruciature perché Malory aveva rovesciato l’olio bollente e –
guarda caso - era finito proprio sopra Pedro! Ecco perché mi viene spontaneo
chiamarle “piccole pesti”.
Piano
piano tra di noi si è creata fiducia e amicizia, le bambine adesso vengono 2
pomeriggi alla settimana e arrivano super puntuali, anzi molte volte in
anticipo! Fanno i compiti senza picchiarsi e ascoltando con interesse.
Salutano
con un bellissimo sorriso e dopo aver fatto merenda preceduta da una breve
preghiera, se ne vanno contente passando dall’ufficio a dire che hanno
terminato.
Sono
sempre più convinta che Cinthia e Malory hanno un disperato bisogno di attenzione e
soprattutto di affetto. Il fatto che stiano venendo puntuali e con costanza mi
fa pensare che qui alla missione “respirino” un clima di amicizia e amore che
purtroppo non ricevono nella casa. Certo il cammino è ancora lungo: non si
possono trasmettere i valori umani in poche settimane soprattutto se non li
ricevono nella famiglia.
Comunque
queste “piccole pesti” sono entrate nel nostro cuore e ci fanno tanta
tenerezza, vogliamo loro un gran bene, sono diventate nostre carissime amiche.
Preghiamo
perché il Signore le tenga per mano affinché non diventino “niñas de la calle”
(bambine di strade), ma seguano sempre il cammino del bene.
"L’amico
ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura" (Proverbi
17,17)
mercoledì 9 maggio 2012
09/05/2012
MAGGIO
Questo
è il mese delle rose per eccellenza, però soprattutto maggio è tutto dedicato alla Madonna. Perché proprio questo mese? “… l’idea
dalla quale questa devozione popolare - poi fatta propria dalla Chiesa - è
partita, deriva dal fatto che maggio, generalmente, segna il tempo anche dal
punto di vista climatico, della ripresa, del risveglio della natura. Insomma,
ci indica l’idea dei fiori, e nel giardino creato da Dio, dopo Cristo, il fiore
più ... ... bello e profumato, è appunto Maria. Ecco spiegato il nesso maggio -
Maria” (professor Luigi Gambero, mariologo e sacerdote).
Davvero, Maria è un fiore bellissimo e dona molta gioia dedicarle ogni
giorno un pensiero, una preghiera e, come lei stessa ha chiesto a Fatima
sicuramente è cosa molto gradita pregare il Rosario. Durante
questo mese, infatti, è privilegiata la recita del Santo Rosario nelle
parrocchie, nelle case, nei gruppi e personalmente.
Interessante
il suo concetto e l’0rigine:
<<La
parola rosario proviene dal latino rosārium,
"rosaio"; a partire dal XIII secolo acquisì il
significato religioso indicante le preghiere che formano come una
"corona", nel senso latino di corōna
ovvero ghirlanda, di rose alla
Madonna, è una preghiera devozionale e contemplativa a carattere litanico tipica del
rito latino della Chiesa cattolica. Queste rose erano simbolo delle preghiere
"belle" e "profumate" rivolte a Maria. Così nacque l'idea
di utilizzare una collana di grani (la corona) per guidare la meditazione. La
Chiesa cattolica, per tradizione, ne attribuisce la nascita ad un'apparizione
della Madonna con la consegna del rosario a San Domenico. Le sue
origini sono tardo medievali: fu introdotto dall'ordine domenicano e
diffuso, soprattutto dal Seicento, grazie alla
diffusione delle Confraternite del
Santo Rosario, la prima
delle quali risale al 1476.>>
Come
ogni anno anche noi stiamo recitando questa bellissima preghiera che tramite
Maria Santissima, ci aiuta a contemplare il mistero di Gesù, al mattino presto
e la sera nei vari quartieri. Ogni mattina un gruppo di persone si riunisce
davanti al nostro centro alle 5,30 (alcuni vengono da lontano alzandosi molto
presto) per proseguire, insieme ad alcune missionarie, verso la parrocchia Las
Mercedes, in processione recitando appunto il Rosario e partecipando poi alla
Messa delle 6.
Mentre
la sera ci troviamo alle 19,30 davanti al centro pastorale per poi raggiungere
insieme ad alcuni giovani divisi in gruppi, i vari quartieri dove preghiamo il
Rosario in una famiglia e i vicini di casa si uniscono con grande devozione. Le
persone amano molto la Vergine Maria e “fanno a gara” a riceverla nel proprio hogar (famiglia) chiedendo la sua
intercessione.
Oltre
a questo, abbiamo iniziato questo mese mariano con il Primo Sabato del mese:
dalla “piazzetta dello studente” siamo partiti in processione solenne con i
chierichetti, i bambini della Prima Comunione, vestiti da angioletti, il padre
Teofilo, la Madonna portata dei ragazzi e dalle ragazze che si stanno
preparando a ricevere il Sacramento della Cresima e tutta la gente. Non poteva
mancare la banda che ha suonato con “forza”, tra un mistero e l’altro, i vari
canti mariani. Tutti insieme abbiamo raggiunto pregando e cantando, il nostro
centro pastorale dove padre Teofilo ha celebrato la Messa con grande gioia
trasmettendo un amore particolare per Maria Santissima.
La
gente è molto devota, partecipa sempre numerosa a questi momenti di preghiera,
alle volte anche a costo di grandi sacrifici.
Vergine
Maria, rosa più bella di tutte le rose, intercedi per questi tuoi figli,
soprattutto per coloro che stanno soffrendo e dona loro un amore grande per tuo
figlio Cristo Gesù; intercedi affinché la loro fede aumenti ogni giorno di più fino
a trasformarsi veramente in vita.
Annalisa
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