sabato 15 marzo 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
11/02/2014
“Si
dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il
figlio delle sue viscere?” (Isaia 49,15)
Oggi, festa della Madonna di
Lourdes, mentre pregavo durante l’Adorazione Eucaristica il volto di un ragazzo
mi è venuto alla mente e mi ha fatto pensare al nostro primo personale
“incontro/scontro”.
Una domenica pomeriggio, mentre
stavamo facendo la “tarde formativa” con i bambini, una ragazza è venuta ad
avvisarci che alcuni giovani avevano “preso” alcuni rosari nuovi che
inavvertitamente erano rimasti al fondo della chiesa.
Con grande indignazione sono
andata alla ricerca dei “ladruncoli” e nella piazza di fronte al nostro centro
pastorale ho visto un ragazzo nascondersi in una casa, mentre gli altri due o
tre erano seduti in una panchina. Mi sono avvicinata e ho detto loro di
restituire quanto avevano rubato cercando di fare capire che quello che avevano
fatto non andava bene. Daniel ha restituito subito il rosario senza fare
commenti. Lo stesso pomeriggio ho avuto la possibilità di parlare con il papà
dicendogli che doveva cercare di occuparsi maggiormente dei suoi figli, parlare
e trasmettere loro il valore dell’onestà.
Sicuramente questo era un primo
“campanellino di allarme”.
La mia sorpresa è stata davvero
grande, quando circa un anno più tardi ho conosciuto la zia di Daniel, la quale
mi ha detto che il ragazzo non stava bene, mi ha raccontato la sua storia …
Daniel stava uscendo con amici che gli offrivano la droga e probabilmente anche
bevande alcooliche, il giovane non era più quello di prima, era diventato
serio, taciturno e quando parlava diceva cose strane. Lui si era reso conto che
qualcosa non andava e aveva chiesto aiuto per uscire da questo vizio.
I familiari hanno aiutato il papà
a mettere Daniel in un centro di recupero per tossicodipendenti. Ho pregato per
lui perché recuperasse.
Dopo alcuni giorni dal mio
dialogo con la zia, è “apparso” Daniel: non potevo credere ai miei occhi! Lo
pensavo al centro di recupero.
Ho parlato con lui, facendogli
domande, prima mi ha detto che lo avevano lasciato venire a casa per alcuni
giorni, poi si è reso conto che io non ci credevo e mi ha detto che era
scappato, che non poteva resistere agli
orari e al lavoro che – per lui – era troppo duro. Però ha detto che voleva
cambiare, che voleva essere un bravo ragazzo e che aveva bisogno di riempire il
“vuoto” che aveva dentro. Tra le altre cose gli ho risposto che questo vuoto poteva
riempirlo solo Gesù.
Daniel non ha più il sorriso, o
meglio, aveva perduto il sorriso, la
voglia di vivere, di scherzare, di studiare, di fare sport. La droga lo aveva
distrutto.
Cosa lo ha portato a drogarsi e
anche ubriacarsi. Forse cercava il divertimento? Forse non è riuscito a dire di
no agli amici? O forse una sofferenza interiore per la distanza della mamma che
è andata a lavorare in Spagna e non si è più fatta viva. La zia mi ha detto che
da anni non si occupa della sua famiglia, non telefona, non aiuta
economicamente. I figli pensano che si
sia dimenticata di loro. Noi non sappiamo e non possiamo giudicare però è
certo che il Signore sempre si ricorda di ogni suo figlio e lo ama immensamente
come dice il profeta Isaia: “Anche se una madre si dimenticasse dei suoi figli,
io invece non ti dimenticherò mai” . Dio vuole che ogni figlio/figlia sia
felice.
Oggi ho visto di nuovo Daniel che
è venuto a farci visita con sua sorella. Ancora non sta bene, spesso ha forti
mal di testa dovuti anche ad una caduta, però questa mattina aveva il sorriso
sulle labbra. E’ stato un gran regalo da parte della Madonna che sempre ci
accompagna nel nostro servizio alle persone più bisognose.
Ho conversato un poco con Daniel,
mi ha detto non sta uscendo con gli amici che lo hanno portato sulla strada
sbagliata, vuole studiare e vorrebbe guarire del tutto.
Quando ci siamo salutati ho detto
a Daniel che mi faceva molto piacere vederlo con quel suo bel sorriso e lui,
contento, guardandomi diretto negli occhi mi ha sorriso di nuovo.
Continuo a pregare per questo
giovane affinché possa recuperarsi completamente, spero con tutto il cuore che
la ferita per la distanza dalla madre si sani e che l’incubo della droga
sparisca lasciando spazio ad un bel sogno.
So che il Signore è misericordioso
e fa cose grandi, affido a Lui e alla Madonna di Lourdes, Daniel, così fragile,
ma anche così desideroso di vivere con serenità la sua gioventù dimenticando il
passato e iniziando una nuova vita.
Annalisa
mercoledì 29 gennaio 2014
Gennaio 2014
“BEATI
QUELLI CHE SONO NEL PIANTO PERCHE’ SARANNO CONSOLATI” (Mt. 5,4)
Questo brano del
Vangelo, oggi, ancora una volta mi interpella e mi fa riflettere più che mai
sulla sofferenza di una mamma che ha visto spegnersi una figlia di soli 32
anni, per un tumore all’utero. Mi interpella di fronte ai 6 bimbi e al marito
che questa giovane donna ha lasciato … … Adesso piangono, però un giorno
saranno consolati – mi dice Gesù e so che tale è la speranza anche per questa
famiglia stroncata dal dolore.
Una famiglia umile,
senza troppe pretese, il papà è operaio in una fabbrica di soia, la casa, se
così si può chiamare, fatta di legno, al posto della porta una tenda, alcuni
cani entrano ed escono dalla casa. C’è ancora chi vive in queste condizioni e
non si lamenta.
Quando sono andata
alla loro casa era una giornata molto fredda, mi sono chiesta come fanno ad abitare
tutti in due stanzette con questo freddo. E sicuramente quando c’è il sole
avranno un gran caldo.
Le condizioni economiche
di questa famiglia non permettono di costruirsi una casa di mattoni, con un
tetto di tegole, una porta in legno, due camere da letto, una cucina, un bagno
e tutto quello che è necessario per vivere.
Il papà però è un
uomo di molta fede, ha accettato la situazione senza porsi tante domande,
cercando solo di consolare i propri figli e colmare il vuoto che la mamma ha
lasciato.
Dei bambini più
piccoli si prenderà cura la nonna materna, gli altri saranno accolti dalle zie,
i due maggiori rimarranno nella casa con il padre che dovrà continuare a
lavorare per mantenere la famiglia.
Condividiamo il
dolore di questo papà pregando per lui e per i numerosi figli nella certezza
che la mamma dal cielo continuerà a prendersi cura di loro e ad intercedere
perché possano avere un futuro sereno e crescere nella fede.
Annalisa
mercoledì 23 ottobre 2013
JENNY
Jenny è una bambina molto dolce, con un sorriso splendido e
dai suoi occhi traspare la gioia di vivere però abituata già come una adulta. La sua famiglia è molto
umile, ha una sorella e un fratello maggiori, ma anche due fratelli minori di
lei che spesso si incontrano soli nella casa o, peggio, nella strada.
La scorsa settimana Jenny voleva cucinarsi qualcosa da
mangiare e si è rovesciata l’olio bollente su un piede, alcuni parenti l’hanno
curata come hanno potuto invitando la mamma a portarla dal medico, ma non l’ha
mai portata. E’ una bimba sicuramente abituata al dolore, ha sopportato e ha
continuato ad andare a scuola nonostante l’ustione fosse piuttosto grave.
E’ un miracolo che la ferita non si sia infettata nella
situazione in cui vive: sempre in mezzo a cose riciclate, da vendere, a polvere
e a qualche animale.
La povertà interiore è grande, la mamma è una povera donna
che come occupazione ha quella di cercare tra la spazzatura qualcosa di utile
per poter racimolare un poco di soldi. Ci sarebbe da chiedersi con che valori
educa i figli.
Il papà molte sere rientra a casa ubriaco senza prestare
attenzione a Jenny né ai suoi fratelli, abituati a non ricevere un abbraccio o
una carezza.
Quando la vedo mi fa tanta tenerezza e vorrei vederla con il
volto lavato, i vestiti smacchiati e senza pensare di dover cucinare.
Forse sarebbe più felice in un “hogar” con tanti altri
bambini, un collegio dove può imparare a diventare donna pian piano senza bruciare le tappe.
Abbiamo parlato con l’assistente sociale, la burocrazia anche
qui farebbe perdere la voglia di continuare a lottare per poter dare un futuro
migliore e soprattutto un affetto a tanti bambini che, come Jenny, non vivono
il calore di una famiglia, il confort di una casa pulita e tutto il resto.
Nonostante ciò desideriamo continuare nel nostro servizio di
formazione, promozione umana e, per quanto possibile, con aiuti concreti, nella
certezza che con l’aiuto del Signore qualcosa cambierà.
domenica 16 giugno 2013
15 GIUGNO 2013
“ARCO IRIS DE LA ALEGRIA”
Nel mese di aprile è
iniziata la costruzione del nuovo centro sociale “Arco iris de la alegria” (Arcobaleno
della allegria) ed è davvero una grande gioia vedere ogni giorno crescere
l’edificio mattone su mattone. Si sta realizzando un progetto che già alcuni
anni fa era stato pianificato però per vari motivi non era stato possibile
concretizzare e invece … adesso sta diventando realtà!
Qui a Montero, per quanto
siamo a conoscenza, non ci sono strutture che offrono un appoggio scolastico
come quello che si sta creando. Oggi più che mai è necessario aiutare i bimbi,
gli adolescenti, i giovani e le famiglie a crescere in una adeguata educazione
scolastica, ma anche e soprattutto nei valori umani e spirituali.
Grazie a Dio e all’aiuto
dei benefattori, nonché di varie istituzioni sociali, la situazione economica
di molte famiglie dei quartieri che si trovano nel raggio della nostra missione,
negli ultimi tempi è migliorata, esse stesse lo riconoscono.
Ci siamo rese conto che
soprattutto la formazione è più che mai urgente, iniziando dai bambini
più piccoli, anche per poter creare le coscienze dei ragazzi - futuri adulti –
onesti e coraggiosi che sappiano discernere tra il bene e il male senza
perdersi nel vizio della droga, dell’alcool, del sesso e del furto. Purtroppo
queste sono le piaghe che stanno dilagando tra gli adolescenti che già a 14 –
15 iniziano ad ubriacarsi, a fare uso di sostanze stupefacenti, rubare e tenere
relazioni sessuali. Anche ragazzine di
13 - 14 anni rimangono incinte trasformandosi in ragazze-madri o
ricorrendo all’aborto.
La maggior parte delle
famiglie non sono unite, i genitori si separano formando un'altra famiglia e i
bimbi rimangono con i nonni, con gli zii o per le strade cercando in luoghi
equivocati quell’affetto che non ricevono nella loro casa.
Tutto ciò oggi ci preoccupa
e ci interpella più che mai e ci spinge ad “adoperare” se così si può dire,
questo mezzo che è l’aiuto con viveri, materiale scolastico, ecc., proprio per
offrire una maggiore e specifica formazione spirituale ed umana ai bambini,
adolescenti, giovani ed adulti.
La nuova struttura è
pensata proprio per poter offrire uno spazio adeguato dove i bambini, per fasce
d’età possano fare i compiti, dopo essere stati a scuola e dove trascorrano
alcune ore in un clima di gioia e serenità. Allo stesso tempo vogliamo
continuare a realizzare pomeriggi formativi organizzati da giovani universitari
per bimbi e adolescenti per poter trasmettere valori umani tramite momenti di
preghiera, riflessione, dinamiche e giochi. Oltre a ciò abbiamo iniziato ad organizzare,
una volta al mese “concorsi” di matematica, disegno, lettura, della Parola di
Dio, ecc. per alimentare il desiderio di prepararsi bene nelle varie materie e
verificare l’apprendimento dei ragazzi.
Ringraziamo tutti coloro
che stanno collaborando e vorranno collaborare con la preghiera, con il
sacrificio e con l’offerta, sia pur piccola però fatta con il cuore, alla
realizzazione di questo progetto formativo, che desidera essere ad ampio
raggio, colorando con i sette colori l’arcobaleno dell’allegria e regalando un
sorriso in più ai bimbi boliviani. domenica 21 aprile 2013
UN
ANGELO IN CIELO
Venerdì mattina, all’alba il
Signore ha chiamato a sé “Marchito”, un ragazzino di soli 12 anni malato di
leucemia. Lo scorso anno aveva festeggiato il suo compleanno, in maggio,
all’ospedale oncologico, quest’anno lo festeggerà in cielo.
Marco ha sofferto molto per
questa implacabile malattia che - come spiegava la dottoressa a lui e alla
mamma, si tratta di “tumore al sangue”, però il bimbo non si lamentava, è
sempre stato generoso e quando gli regalavano qualcosa lo condivideva con i
suoi fratelli.
La scorsa settimana ha avuto
l’influenza, le sue difese si sono abbassate, è stata necessaria una
trasfusione di sangue però non ha ottenuto i risultati sperati. Giovedì Marco
ha chiesto di tornare a casa, non voleva più stare in ospedale e la mamma ha
raccontato che le aveva detto che sarebbe morto. Un presentimento? Un voce?
“Marchito” come lo chiamano
affettuosamente i suoi familiari e amici se ne è andato nel sonno, in silenzio,
come suo solito, senza fare rumore, nella sua innocenza di ragazzino sorridente
e generoso, pieno di voglia di vivere.
Lo hanno vestito con camicia
e pantaloni bianchi, che aveva indossato per la sua Prima Comunione, immerso nei fiori bianchi, sembrava proprio
un angioletto.
La mamma lo ha sempre
assistito e curato con molta dedizione e affetto, cercava di soddisfare i suoi
semplici desideri e circondarlo di amore, come solo una madre sa fare. Il papà spesso ubriaco forse non si è mai
reso conto fino in fondo della gravità della malattia, faceva resistenza quando
il bambino doveva andare all’ospedale per i controlli.
I fratelli gli sono sempre
stati vicino facendolo giocare, accompagnandolo dalla nonna o aiutandolo a fare
i compiti.
A noi, oggi, è dato di condividere il dolore della
famiglia e di stare accanto alla mamma, al papà e ai fratelli, soprattutto in
questo momento di dolore, con un abbraccio, una parola di conforto o una
semplice stretta di mano.
Sicuramente Marco ha
lasciato un vuoto in molti cuori, umanamente le lacrime scendono dagli occhi e
forse una domanda sale spontanea nella mente: “Perché Signore? Perché proprio
lui? E’ solo un ragazzino!”.
Solo Dio conosce la risposta, a noi è dato di credere che
con la morte la vita non è terminata, la morte corporale è solo un passaggio da
questo mondo alla eternità, noi cristiani sappiamo che risusciteremo a nuova
vita perché Gesù Cristo è morto, fu sepolto e ha resuscitato. Coloro che credono in Cristo infatti non rimarranno morti, ma saranno
risuscitati in vita eterna. Questa è la nostra speranza.
Marco adesso sicuramente è un angioletto in cielo che intercede per noi, adesso è lui che dall’alto ci protegge e ci tende la mano.
Marco adesso sicuramente è un angioletto in cielo che intercede per noi, adesso è lui che dall’alto ci protegge e ci tende la mano.
Grazie “Marchito” per il tuo
bel sorriso, per i tuoi occhi pieni di luce, per la tua serenità, per la tua
amicizia e per la tua bontà. Rimarrai sempre nei nostri cuori!
Hasta pronto en el cielo!
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