mercoledì 24 agosto 2011

FESTA DI SAN MASSIMILIANO KOLBE MARTIRE DELLA CARITA’


Nel nostro centro pastorale abbiamo festeggiato i 70 anni della morte del padre Kolbe, o meglio del giorno in cui questo gran santo ha dato la vita per un padre di famiglia,  con un triduo iniziato giovedì 11 agosto con celebrazione della Messa alla quale hanno partecipato anche i giornalisti di Montero e cui ha fatto seguito una rappresentazione teatrale sulla vita di Massimiliano Kolbe, presentata dal gruppo dei chierichetti.
Venerdì la Messa è stata caratterizzata soprattutto dalla presenza dei collaboratori del centro medico e del servizio sociale che portano il nome di San Massimiliano, ricordando anche la scuola omonima.
Sabato sera dopo la Celebrazione Eucaristica c’è stata la “serenata” organizzata dai professori e alunni della scuola San Massimiliano Kolbe, una festa con danze tipiche, sketch e canti.
Domenica 14 agosto, alla Messa solenne delle 9, alcune bambine della Milizia dell’Immacolata hanno presentato, all’offertorio, una danza tipica mentre 10 ragazze hanno iniziato il loro servizio come chierichette con una cerimonia di accoglienza e consegna della tunica. E’ stato molto bello e commovente. Sono le prime ragazze che nel nostro centro pastorale svolgono il servizio all’altare: è un evento storico!
Alla Celebrazione Eucaristica delle ore 10,15 un gruppo di ragazze che si stanno preparando a ricevere il Sacramento della Cresima, ha fatto l’atto di affidamento a Maria con preghiera di consacrazione e consegna della medaglia della Madonna. Anche questo è stato un momento molto bello e significativo.
La sera poi c’è stata la processione con il quadro di San Massimiliano e recita del Rosario, fino al quartiere “Urkupiña” dove, all’aperto, è stata celebrata un’altra Messa, però, questa volta, in onore alla Madonna!
C’è stata grande partecipazione, la gente qui è molto devota anche se poi il Vangelo non entra nella vita fino in fondo, non viene vissuto in maniera radicale come Gesù insegna. Dopo anni di presenza in terra boliviana e nonostante siano presenti molte congregazioni religiose, sembra che molti non cambino o … non vogliano cambiare. La tradizione, la cultura sono molto radicati ed è difficile far comprendere, ad esempio, il grande dono dei Sacramenti nella vita di fede di ciascuna persona.
L’esempio di padre Massimiliano ancora una volta ci interpella e ci spinge a continuare il nostro apostolato in mezzo a questi fratelli e sorelle boliviani invitandoci a desiderare ancora oggi, insieme a noi e tramite noi di “condurre tutti gli uomini a Dio attraverso l’Immacolata” .
Questo il grande sogno di San Massimiliano Kolbe e … anche il nostro.
Potrebbe essere pure il tuo!!!                                                                                                                                 
 Annalisa

lunedì 15 agosto 2011

Apocalisse 11,19a.12,1-6a.10ab.

Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.
Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono.
La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. 

domenica 14 agosto 2011

PENSIERI DI SAN MASSIMILIANO KOLBE


* “Non badare al giudizio degli uomini... Sei troppo grande perché gli uomini ti possano giudicare”.
* “La Croce è la scuola di amore”. “Dobbiamo dire che il nostro lavoro è bello ed importante; ma questa è cosa esteriore. Prima di ogni altra cosa dobbiamo avere cura della nostra vita interiore”.
* La preghiera nel campo di concentramento: “Madre santissima, per amore tuo mi offro a rimanere in questo duro carcere, anche se agli altri sarà concesso di tornare a casa. Rimarrò qui nella dimenticanza e nel disprezzo, senza amici e senza alcun conforto, a patire per Te. Mi offro particolarmente a Te, o Maria, affinché incontri la morte in questo campo tra uomini ostili ed indifferenti”.

sabato 13 agosto 2011

Attraverso Maria la missione è più efficace

E se Ella potrà disporre di noi in modo sempre più perfetto, allora anche l'attività missionaria, la conquista delle anime a GESÙ attraverso Lei sarà sempre più efficace. Il lavoro, la sofferenza e soprattutto la preghiera produrranno frutti abbondanti.
E non desideriamo operare più o più in fretta di quanto a Lei piace, poiché se agiremo secondo la Sua Volontà, faremo sicuramente il massimo e nel modo più rapido. Solo al giudizio di Dio verremo a conoscere quanti misteri di grazia si saranno operati attorno a noi e quante persone si saranno salvate per mezzo, nostro, senza che noi ce lo fossimo minimamente immaginato. (SK 755)

mercoledì 10 agosto 2011

Preghiere a San Massimiliano Kolbe

"Terminata la sua vita terrena Padre Kolbe non ha cessato di "lavorare" ma, come era solito affermare, mentre sulla terra doveva stringere la mano di Maria per chiedere il suo aiuto, ora in Cielo può lavorare con ambedue le mani, quindi è nostrao grande intercessore presso Dio.
Mi pare di vedere il Padre Kolbe tutto intento a prendersi cura di chi lo prega; lo vedo portare le nostre richieste al Signore, per mezzo di Maria; lo vedo intercedere per noi con la forza che nasce dlla sua amicizia con Dio." (Padre Luigi M. Faccenda)




O san Massimiliano,
ascolta questa preghiera di lode e di supplica
che ti rivolgo con fiduciosa devozione.
Onoro la santità della tua vita,
guidata da intrepida fede nel mistero di Cristo,
sostenuta da ferma speranza nella potenza della sua grazia,
animata da ardente carità verso Dio e verso il prossimo.
Concedimi di poter vivere costantemente
in fedele corrispondenza alla dignità umana e cristiana.
Esalto la tua attività apostolica,
nella quale t'impegnasti con fervido zelo
a educare il popolo di Dio nella fede in Cristo Signore,
e nella venerazione dell'Immacolata,
Madre sua e Madre nostra, Maria.
Concedimi di poter collaborare con tutte le mie forze,
insieme con l'Immacolata, Regina del mondo e Madre della Chiesa,
per l'avvento nel Regno di Cristo tra gli uomini.


Ammiro il sacrificio eroico con cui offristi la tua vita spontaneamente
per salvare quella di un fratello.
Concedimi di credere fermamente che la fede in Cristo Signore
è l'unica vittoria che vince il male,
e di poter operare con il coraggio dei martiri
per il trionfo della giustizia, della carità e della pace.
Amen.

martedì 9 agosto 2011

MASSIMILIANO M. KOLBE - "Il folle dell'Immacolata"


Il 14 Agosto la Chiesa ricorda la festa liturgica di San Massimiliano Maria Kolbe santo protettore e ispiratore delle missionarie dell' immacolata. Nei prossimi giorni cercheremo di conoscere meglio le opere e l' immenso amore di San Massimiliano per l' Immacolata....



Massimiliano M. Kolbe nacque l’8 gennaio 1894 a Zdunska-Wola, in Polonia, dove fu battezzato col nome di Raimondo.
Raccontò il Santo, ancora fanciullo, a sua madre: "La Santa Vergine mi è apparsa, tenendo due corone, una bianca e l’altra rossa. Mi ha guardato con amore e mi ha chiesto quale scegliessi; quella bianca significa che sarò sempre puro e quella rossa che morirò martire. Ho risposto: - Le scelgo tutte e due!".
Quello straordinario incontro fu l’inizio di una vita totalmente spesa al servizio della Madonna,
cui egli fece l’offerta totale di se stesso.
Dopo essere entrato nell’ordine francescano, col permesso dei superiori fondò l’associazione mariana Milizia dell’Immacolata, il cui fine era la conversione di tutti gli uomini per mezzo di Maria e i cui membri erano uniti dalla Consacrazione totale, illimitata alla Madonna.
Segno visibile di tale Consacrazione era la Medaglia Miracolosa, scelta dal Santo poiché ci è stata onata dall’Immacolata stessa. Egli ne distribuì un numero incalcolabile dovunque andò, nella certezza che Maria SS., che egli onorava anche col titolo di Mediatrice di tutte le grazie, avrebbe ottenuto da Dio innumerevoli guarigioni nel corpo, ma soprattutto nello spirito.
Celebrò la sua prima S. Messa il 29 aprile 1918 nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, a Roma, sull’altare dove l’Immacolata era apparsa ad Alfonso Ratisbonne nel 1842.
Nel 1919 lasciò Roma, portando in Polonia due lauree, ma anche una salute gravemente minata a una forma di tubercolosi polmonare.
Tuttavia, nel 1922 Padre Kolbe fondò a Cracovia una rivista mensile dal titolo: ‘Il Cavaliere dell’Immacolata’, allo scopo di alimentare lo spirito e la diffusione della ‘Milizia’. Fra lo stupore di tutti, l’officina per la stampa del giornale, pur con vecchi macchinari, si riempì pian piano di molti giovani, desiderosi di condividere la vita francescana del Santo.
A Varsavia, grazie alla donazione di un terreno, Padre Massimiliano fondò ‘Niepokalanow’, che significa la ‘Città di Maria’. Negli anni successivi, al posto delle prime capanne vennero costruiti edifici in mattoni, la vecchia stampatrice fu sostituita da moderne tecniche di stampa e di composizione, da pochi operai si passò a ben 762 religiosi, mentre il ‘Cavaliere dell’Immacolata’ raggiunse la tiratura di milioni di copie, cui si aggiunsero altri sette periodici, tutti ideati da San Massimiliano.
Quindi, con il permesso dei superiori, il Padre si recò in Giappone.
Lì, dopo le prime incertezze, poté fondare a Nagasaki una nuova ‘Città di Maria’, con la tipografia in cui nel 1930 si stamparono le prime copie de ‘Il Cavaliere dell’Immacolata’ in lingua giapponese.
Nel 1939, però, i nazisti ordinarono lo scioglimento di Niepokalanow. Vi rimasero solo 40 frati, che trasformarono la ‘Città’ polacca in un luogo di accoglienza per feriti, ammalati e profughi della Seconda guerra mondiale. Dopo il rifiuto di prendere la cittadinanza tedesca per salvarsi - a causa dell’origine del suo cognome - il 17 febbraio 1941 San Massimiliano fu imprigionato con altri quattro frati.
Il 28 maggio venne poi trasferito al campo di sterminio Auschwitz, dove gli fu dato il numero 16670 e dove fu destinato ai lavori più umilianti, tra cui il trasporto dei cadaveri al crematorio.
Tuttavia, la sua dignità di sacerdote e di uomo retto primeggiò sempre fra i prigionieri, tanto che un testimone affermò: "Kolbe era un principe in mezzo a noi". Alla fine di luglio venne trasferito al Blocco 14, dove i reclusi erano addetti alla mietitura nei campi.
Poiché uno di loro riuscì a fuggire, secondo la spietata legge del campo dieci detenuti furono destinati al bunker della fame. Egli non venne scelto subito dalle SS, ma offrì volontariamente la sua vita in cambio di quella di un padre di famiglia.
In quella orribile prigione, il Santo preparò con la preghiera i suoi compagni di prigionia al momento più importante della loro vita: il passaggio dal tempo all’eternità.
Dopo 14 giorni di digiuno, le SS decisero di abbreviare la fine dei pochi superstiti con un’iniezione di acido fenico. Padre Kolbe tese il braccio dicendo: "Ave Maria", e quelle furono le sue ultime parole.
Era il 14 agosto 1941; il santo aveva solo 47 anni.
Fu canonizzato il 10 ottobre 1982 da Giovanni Paolo II, che lo definì "martire della carità e patrono del nostro difficile secolo".
La Chiesa ne celebra ogni anno la memoria il 14 agosto, giorno della sua nascita al Cielo


http://sursumcorda-dominum.blogspot.com

lunedì 8 agosto 2011

Pedro: Dio Padre non si dimenticherà mai di te....

Pedro è un giovane che ha sofferto molto nella sua infanzia, è cresciuto con il papà perché la mamma lo abbandonò da piccolo. Suo padre morì quando Pedro aveva solo 7 anni e rimase con gli zii che, però, non avevano possibilità di occuparsi di lui, così una famiglia amica con vari figli propri, lo accolse nella sua casa. Pedro, nonostante fosse accudito con amore sentiva la mancanza dei suoi veri genitori e iniziò ad essere un po’ ribelle, a voler fare di testa sua, ad uscire con gli amici, fu deciso quindi di farlo studiare come “internado” cioè; in un collegio, dove sta studiando tutt’ora.
All’età di  12 anni la mamma cercò Pedro, però avendo un altro marito e figli, non poteva tenerlo con sè. Per molti anni il ragazzo  non voleva saperne di sua madre, non capiva perché lo aveva abbandonato così quando era bimbo, poi, dopo averlo cercato, di nuovo non si è occupata di lui. Una volta, piangendo e parlandomi della sua vita, mi ha detto che non sapeva perché era nato, che i suoi zii non gli vogliono bene, nessuno si preoccupa per lui…
Il ragazzo non riusciva a perdonare sua madre, però con il tempo e la preghiera, ha sentito il desiderio di vedere sua mamma, voleva incontrarla, sentiva la sua mancanza, aveva bisogno  di quell’affetto materno che non ha mai avuto.
Abbiamo cercato la signora e una parente ci aveva dato la speranza che vivesse ancora qui a Montero, quando però siamo andate nella casa che ci aveva indicato, abbiamo capito che non viveva più lì. Dopo altre ricerche, abbiamo saputo che è andata a vivere in un’altra città, lontano. Pedro ci teneva tanto a questo incontro, purtroppo è stata un’altra delusione, però questa volta ha accettato la realtà con fede e serenità.
Un giorno forse madre e figlio si incontreranno e potranno iniziare una nuova vita insieme, come desidera Pedro. Spero che continui a sognare e a pregare: il Signore realizza i sogni se davvero vogliamo che diventino realtà.
E non mi stanco di ripetere a Pedro che la sua vita è un dono di Dio che lo ama infinitamente e che se “anche una madre si dimentica dei propri figli, Dio Padre non si dimenticherà mai di lui”.

                                                                                                                      Annalisa   

venerdì 15 luglio 2011

MISSIONARIE DELL’IMMACOLATA – MISSIONE MONTERO – BOLIVIA


Svolgiamo il nostro apostolato e viviamo in comunità, a Montero, 9 missionarie, precisamente:
Angela che è la Direttrice locale
Giordana, responsabile del centro medico San Massimiliano Kolbe
Maxima, infermiera, lavora al centro medico e coordina i catechisti dei ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Cresima
Marisa, sta studiando ”Scienza delle comunicazioni” e si occupa del gruppo della Milizia dell’Immacolata
Cristina, visita gli abbonati nelle loro case e consegna la nostra rivista, responsabile di alcuni gruppi giovanili e di adulti, accompagna spiritualmente i seminaristi.
Raquelita si occupa del centro pastorale, del coro e coordina i catechisti dei bambini che si preparano alla Prima Comunione
Elena, visita gli abbonati nelle loro case e consegna la rivista, fa parte del gruppo “Ama e salva la vita”, si occupa della preparazione al Sacramento del Battesimo dei bambini
Julia, coordinatrice e professoressa di religione nella scuola “San Massimiliano Kolbe”
Annalisa, lavora al servizio sociale San Massimiliano Kolbe e si occupa del gruppo dei chierichetti grandi, piccoli e delle chierichette “in formazione”
Ignacia, missionaria in famiglia, lavora al servizio sociale e collabora nella parrocchia
Inoltre una missionaria, Vicky, lavora e vive a Santa Cruz

FAMIGLIA in DIFFICOLTA’

La situazione di molte famiglie qui a Montero è precaria, la maggior parte delle persone non ha un lavoro fisso, gli uomini lavorano come muratore “a giornata” o, quando va bene, a settimana, alcuni se ne vanno per un tempo al “campo” cioè nelle campagne dove trovano lavoro di agricoltura o con le vacche. C’è anche chi lavora nella fabbrica di zucchero che viene prodotto dalle canne da zucchero che vengono  coltivate in abbondanza, poi ci sono i famosi “motisti” cioè moto-taxisti che, in genere guadagnano abbastanza bene quotidianamente, sempre se trovano clienti …
Il papà di alcuni ragazzi che frequentano il nostro centro aveva un lavoro abbastanza sicuro in una fabbrica però a causa di un infortunio al ginocchio lo ha dovuto lasciare e la famiglia si è trovata in gravi condizioni economiche. Avevano chiesto un mutuo per aprire una “venta” come la chiamano qui, cioè una vendita di generi alimentari, in prossimità della casa, però non è andato bene, si può dire che hanno fatto fallimento e si sono trovati senza lavoro e con il debito da pagare alla banca. Sono venuta a conoscenza di questa situazione solo quando uno dei ragazzi più grandi un giovedì sera, dopo l’Adorazione Eucaristica si è messo un po’ a parlare e mi ha raccontato della situazione economica della sua famiglia. Ciò che più mi è rimasto nel cuore e nei pensieri per molti giorni sono state le parole di questo ragazzo quando ha detto che non avevano da mangiare e che voleva chiedere in prestito 10 bs per comprare un poco di pane per i suoi fratelli più piccoli dicendo: “Hanno fame”. Questa breve e semplice frase ha risuonato dentro di me come un martello e ogni volta che mi inginocchiavo davanti a Gesù nell’Adorazione Eucaristica vedevo il volto preoccupato del ragazzo per i suoi fratellini che, come ha detto, già da diverse sere andavano a letto senza cena, bevendo solo un poco di thè. Dopo alcuni giorni ho parlato anche con l’altro fratello maggiore che pure lui era angosciato, ha detto che non sapeva cosa fare, stava cercando lavoro per aiutare la famiglia, però sta anche terminando gli studi e aveva voti bassi in alcune materie perché non poteva comprare il materiale scolastico necessario per presentare i compiti.
La loro mamma quando è venuta al servizio sociale, con le lacrime agli occhi mi ha detto che si stava “desanimando” (scoraggiando), perché la sua preoccupazione più grande è finire di pagare il mutuo e nello stesso tempo non ha i soldi per comprare da mangiare ai suoi figli.
Mentre ascoltavo questi giovani e la loro madre mi chiedevo: “Cosa posso fare?”, certo dare aiuto materiale è semplice, un poco di riso, un po’ di zucchero, alcuni quaderni, penne, ma non è solo questo. Ho cercato di trasmettere loro il mio affetto, il mio “esserci”, il mio condividere questo momento di difficoltà e sofferenza invitandoli a non perdere la speranza e a pregare il Signore e la Vergine Maria che, ho detto loro, sono sempre al loro fianco. Sento sempre più forte questa “missione”: trasmettere l’amore di Dio a questi fratelli e sorelle boliviani.
Adesso i ragazzi più grandi hanno trovato un lavoro anche se saltuario e il papà sta lavorando “al campo”, il peggio sta passando … tutto andrà meglio, presto la famiglia finirà di pagare il mutuo e i bambini non andranno a dormire senza cena, non avranno più fame.
Gesù continua a ripetere ancora oggi a questa e a tante altre famiglie:
“Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.” (Lc. 6, 20-21).

                                                                                    Annalisa

Montero, 28 Giugno 2011


Oggi, dopo un po’ di tempo, è venuto al servizio sociale il piccolo Pablo con le sue zie. Il vederlo mi ha riempito di gioia e l’ho stretto in un forte abbraccio che lui ha ricambiato insieme ad un dolce sorriso. Il bimbo è orfano di madre, ha altri fratelli, due dei quali vivono con il papà, l’altro con una zia e lui, il più piccolo con zia Maria. Quando lo vedo mi fa tanta tenerezza pensando che non ha più la mamma, della quale ha tanto bisogno. Grazie a Dio la zia si sta prendendo cura di lui, non gli fa mancare niente e sicuramente gli dà quell’affetto materno fondamentale soprattutto in questo tempo della sua infanzia.
Il padrino che sta sostenendo a distanza Pablo, si è affezionato tantissimo a questo bambino e ha mandato una lettera davvero bella che ha fatto commuovere la zia e anche me. Questo pomeriggio mentre ne parlavamo, alla zia sono scese lacrime di commozione che mi hanno contagiato.
Desidero riportare le sue testuali parole perché è una testimonianza molto bella:
“Al mio piccolo Pablo
Ti penso sempre e tutte le sere prego per te, spero che tu possa sentire i benefici della mia preghiera, ogni giorno che passa sento che il nostro rapporto cresce anche se non ci conosciamo di persona sei  sempre nel mio cuore e nei miei pensieri……….
Sai questa adozione a distanza mi fa stare molto bene anche a me perchè dal giorno del tuo compleanno ho iniziato ad andare a Messa quotidianamente  e questa cosa sento che mi rende più forte nell’affrontare la vita quotidiana, nella nostra lontananza ci unisce la FEDE in GESU e MARIA.
Ti voglio tanto bene  e ti auguro per il tuo futuro di veder realizzarsi tutti i tuoi sogni che hai nel tuo piccolo cuore”.

Ho salutato il “piccolo Pablo e, gli ho detto che il padrino gli manda un bacio e abbraccio grande, stringendolo forte con il desiderio di trasmettergli quell’amore gratuito che giunge da oltreoceano e che, posso dirlo senza incertezza, davvero non ha confini.  


                                                                                             Annalisa

domenica 19 giugno 2011

Missionari dell'Immacolata Padre Kolbe

L'Istituto dei Missionari dell'Immacolata Padre Kolbe nasce dal carisma di San Massimiliano Kolbe e propone come cammino di vita la sequela di Cristo povero, obbediente e casto mediante la Professione dei consigli evangelici e l'offerta totale all'Immacolata mediante la Consacrazione a Lei.

Nel 1996, quando arrivarono in Brasile le Missionarie dell'Immacolata Padre Kolbe, Padre Sebastiano Quaglio, OFM-Conv., missionario in Brasile, spinto dalla necessità di attualizzare e rendere maggiormente vivo lo spirito della Milizia dell'Immacolata (associazione fondata da san Massimiliano Kolbe) manifestò al fondatore dell'Istituto femminile, Padre Luigi Maria Faccenda OFM-Conv., il desiderio di fondare il ramo maschile dell'Istituto.

All'inizio Padre Faccenda mostrò una prudente resistenza nell'acconsentire a dare inizio ad una nuova fondazione; poi, nel 1997, la sua risposta positiva arrivò e l'11 Febbraio dello stesso anno iniziò l'esperienza del primo gruppo di vita fraterna dei Missionari dell'Immacolata Padre Kolbe, in Sao Bernardo do Campo - San Paolo, Brasile. 



Noi Missionari dell'Immacolata Padre Kolbe siamo chiamati e conosciuti comekolbiani, perché desiderano vivere e diffondere nella Chiesa e nel mondo la spiritualità mariana e l'ardore missionario di San Massimiliano Kolbe.

In un modo stabile di vita consacrata a Dio, ci affidiamo interamente all'Immacolata per diventare suoi strumenti, collaborando così alla sua missione materna ed essere strumenti nelle sue mani.

Per questo usiamo tutti i mezzi leciti, con il desiderio di raggiungere tutti gli uomini e le donne in ogni ambito e in ogni situazione della vita, perché il più velocemente possibile possano conoscere Gesù e amarlo.



www.kolbemissioni.org

lunedì 13 giugno 2011

Preghiera missionaria

Preghiera Missionaria

O Dio, che hai chiamato i Tuoi Missionari a seguirTi per le vie del mondo, le più difficili, dove ci son guerre, fame, freddo, sole bruciante, epidemie, sette, persecuzioni, abbi pietà di loro.
Manda la Vergine SS.ma a custodirli, a difenderli, a ritemprarli nelle forze, a incoraggiarli, a stringerli al Suo materno seno.
   Noi Ti preghiamo, Signore, ascoltaci.
   Ascoltaci per l’Europa, ascoltaci per l’Asia, ascoltaci per l’Africa, ascoltaci per l’America, ascoltaci per l’Oceania.
   Alza la Tua mano, e benedici tutti i Tuoi Figli che in ogni parte del mondo collaborano con i Missionari, e dona a ciascuno la pace  la gioia che spetta ai buoni servitori.
   Che nessun talento venga sepolto, ma tutti indirizzati per il bene delle anime. Anch’io per essi Ti offro la mia giornata con tutti i suoi pesi perché Tu accetti il mio sacrificio come umile offerta e la porti in quella terra dove maggiore è il bisogno.
   Manda sorgenti di acqua viva affinché i Tuoi Missionari si dissetino; manda pane e vino perché celebrino la Santa Messa e si nutrano al fine di poter intraprendere con più forza i lunghi cammini apostolici, affinché tutti Ti chiamino Padre del Cielo e della terra, in Trinitaria unione. Così sia.
 



Madre Provvidenza 

mercoledì 8 giugno 2011

IL PERCHE' DI QUESTO BLOG

Qualcuno ha detto "fa più rumore una foresta che cade che un albero che cresce", vorrei che anche le belle notizie, le belle azioni, facessero rumore tra i tanti messaggi negativi che ci circondano perciò ho pensato al blog della missione per far conoscere a più persone sia il popolo boliviano sia le attività che portiamo avanti grazie alla generosità di tante persone della nostra Europa che appunto sostengono il nostro apostolato con le loro offerte.

Attualmente mi sto occupando del servizio sociale tramite il quale portiamo avanti soprattutto le adozioni a distanza cioè aiutiamo circa 500 bambini le cui famiglie sono piuttosto povere, nello studio dando il materiale scolastico, l'uniforme, vestiti, scarpe e, ogni mese, generi alimentari.

Io ascolto le persone che vengono al nostro servizio sociale, i loro problemi, le loro necessità, quando posso vado a visitarli nelle loro case, cerco di trasmettere i valori umani e anche quelli spirituali. Inoltre mi occupo della corrispondenza con i "padrini"/"madrine" e dell'organizzazione del centro (fornitori, ecc.).

La nostra missione a Montero è stata aperta nel 1988, si trova nel barrio "Virgen de Cotoca" del quale anche il nostro centro pastorale porta il nome. Abbiamo appunto una chiesa dove viene celebrata la Messa il mercoledì e domenica mattina, poi facciamo l'Adorazione Eucaristica ogni giovedì sera, inoltre si svolge il catechismo dei bambini e ragazzi che nello stesso anno ricevono i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Oltre a ciò ogni settimana si riuniscono alcuni gruppi sia giovanili che di adulti per incontri di formazione.

 Premetto che noi siamo Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, laiche consacrate a Dio mediante di voti di povertà, castità e obbedienza. Stiamo in mezzo alla gente e con la gente un pò come il "lievito che fa fermentare la massa", cerchiamo di essere una presenza materna, come Maria, la la madre di Gesù che sicuramente stava con le persone del suo paese. Il nostro apostolato è quello di trasmettere il Vangelo, far conoscere sempre più a tutte le persone Gesù e la Vergine Maria. Il mio/nostro sogno è, come diceva San Massimiliano Kolbe di "condurre tutti gli uomini a Dio attraverso l'Immacolata". A Montero, oltre a tale missione abbiamo anche quella di "curare" la persona mediante il centro medico che è un ambulatorio diurno con presenza del personale del posto, dove la gente può farsi curare a prezzi più economici rispetto alle altre strutture. Inoltre diamo aiuti materiali mediante il servizio sociale appunto con i generi alimentari, materiale scolastico, e cerchiamo di andare incontro di volta in volta alle varie situazioni che si presentano.

Missionaria in Bolivia!!

Annalisa Visani è una missionaria toscana che ha consacrato la sua vita al Signore e al prossimo con un compito ben preciso: testimoniare l' amore di Dio in terra Boliviana. in questo blog Annalisa cercherà di raccontarci la sua esperienza in sud america e in particolare, le grandi cose che Dio compie a tanti chilometri dalla nostra Italia....